Articolo pubblicato sulla Rivista di Motonautica (gennaio 2011)

Il temporale rappresenta sicuramente uno dei fenomeni meteorologici che preoccupano maggiormente il diportista. In queste pagine, ragionando sui principi che determinano l’origine del temporale, cercheremo insieme di capire se queste preoccupazioni sono giustificate analizzando quali rischi per la navigazione comporti effettivamente questo fenomeno.
TEMPORALI LOCALI E TEMPORALI FRONTALI
Inizieremo col dire che la nube caratteristica del temporale è il cumulonembo(Cb).
Possiamo distinguere essenzialmente tre situazioni che portano alla formazione di queste nubi e ai temporali che schematizziamo in: temporali locali, temporali associati ad una linea di instabilità e temporali frontali.
Questa è una distinzione che i bollettini meteorologici per il Mediterraneo non evidenziano ma che, a parer mio, è sostanziale.
A loro volta i temporali locali, possono essere definiti: a carattere termico – convettivo, oppure a carattere orografico, quando l’instabilità non ha ragioni esclusivamente termiche ma è generata dal sollevamento forzato dell’aria che incontra un rilievo.
Accade spesso, presso il nostro centro, che i diportisti che si trovano in navigazione, dopo aver ascoltato al VHF il lancio di un sécurité,sécurité, sécurité diffuso dalle Stazioni Costiere per un avviso di burrasca che annuncia possibili temporali con forti raffiche di vento…ci contattino per verificare l’effettiva presenza di temporali sulla loro rotta.
Talvolta, nonostante essi stiano navigando in condizioni meteo – marine decisamente buone, l’annuncio dei possibili temporali viene a condizionare fortemente la loro condotta di rotta e il loro programma di navigazione…
Certo, un avviso di burrasca non è cosa da sottovalutare, ma vi è una certa differenza tra i temporali dovuti all’instabilità causata dal forte riscaldamento della costa e i temporali che, associati ad un fronte freddo, precedono un flusso di venti forti e persistenti.
Nel primo caso si tratta di fenomeni che, nonostante possano generare raffiche molto forti, sono isolati, nel secondo effettivamente la navigazione potrebbe diventare assai più impegnativa poiché non solo la zona temporalesca più essere molto vasta ma anche perché possono instaurarsi venti di burrasca con un significativo aumento del moto ondoso.
Come si fa a distinguere tra i due fenomeni sulla base di un semplice avviso di temporali?
Anche se ciò che sto per dirvi potrebbe sembrarvi una forte contraddizione, i temporali estivi, quelli causati dalla naturale instabilità dell’aria potremmo definirli temporali di “tempo non perturbato”.
Viceversa i temporali frontali potremmo definirli temporali di “tempo perturbato”.
I temporali locali infatti interessano zone circoscritte a pochi chilometri e tutt’intorno predominano le schiarite mentre i temporali frontali si distribuiscono su tutta la linea del fronte che può anche estendersi per centinaia di chilometri.
Nei due casi le scelte di rotta e i ragionamenti del comandante, sia che si tratti di una barca a vela che di una barca a motore, risulteranno radicalmente diversi.
Fatta questa distinzione ecco spiegato il perché il temporale, nelle sue diverse forme, è una delle particolarità meteo del periodo estivo poiché può svilupparsi in una situazione anticiclonica e, a maggior ragione, se il tempo è perturbato con il passaggio di sistemi frontali.
Quando parliamo di estate, dal punto di vista dei fenomeni meteo – marini del Mediterraneo, dobbiamo tenere presente che il mare, con l’accumulo di calore dei mesi estivi, può presentarsi relativamente caldo per gran parte del mese di ottobre e ciò incrementa l’instabilità temporalesca e quindi la forza dei temporali con il sopraggiungere dei più frequenti sistemi frontali (fronti freddi) dell’autunno.
LE NUBI TEMPORALESCHE LOCALI
Il fenomeno è più frequente sulle zone costiere durante le giornate calde e soleggiate poiché trae origine dalla formazione di grandi nubi cumuliformi, generate, come si è visto, dai moti convettivi dell’aria che riscalda a partire dai bassi strati.
Quando il cumulo si innalza dalla costa fino alle quote più elevate della troposfera (intorno ai 10-12 mila metri alle nostre latitudini) trasformandosi in cumulonembo ed assumendo la caratteristica forma ad incudine è segno che il temporale è imminente.
Nella sua fase di sviluppo il vento tende a convergere verso il centro temporalesco dove si forma una zona depressionaria.
Ad un dato momento questa tendenza si inverte e si verificano le precipitazioni. Non di rado, durante il temporale le raffiche raggiungono i 30 – 40 nodi ma il vento può arrivare a soffiare, seppur per breve tempo, ancora più violentemente.
Quando un temporale scarica verso il suolo le violente raffiche di aria fredda, succede che queste determinino, a breve distanza, una turbolenza che può generare altri fenomeni di instabilità.
La dimensione e la forma dei cumuli sono fattori importanti per la comprensione del fenomeno.
Il cumulo (humilis) che non genera precipitazioni, aumenta di grandezza(mediocris) fino a divenire molto grande (congestus) con possibili piogge. La sua taglia aumenta ancora raggiungendo quote elevate che determinano la formazione dei cristalli di ghiaccio nella sua parte superiore (calvus).
A questo punto il cumulonembo sprigiona la sua forza con raffiche e precipitazioni (pioggia, grandine…); mentre la sua sommità si sfrangia (capillatus) sotto l’effetto dei forti venti in quota.
Dopo un certo tempo, il più delle volte dell’ordine di alcune decine di minuti, il temporale inizia a dissolversi, il vento cala e, più lentamente, le precipitazioni cessano..
Questo tipo di temporale è generalmente quasi stazionario, interessa di giorno le coste ma i suoi venti rafficosi possono sconfinare per alcune miglia sulla fascia marittima.
Non vi sorprenda pertanto il fatto che dopo una lunga traversata con cielo terso i temporali si presentino proprio nella fase finale della navigazione, arrivando in porto.
A proposito, questi temporali determinano delle variazioni barometriche dell’ordine di pochi hPa solo in concomitanza del fenomeno ma non sono associati a significative variazioni del campo barico della zona. Possono essere considerati in pratica delle micro depressioni.
Più la temperatura è elevata e l’umidità alta e maggiori sono le possibilità che, anche in situazioni di venti debolissimi, si formi il temporale locale.
Si trattano di fenomeni che meritano di essere seguiti con attenzione dalle barche ancorate e i piccoli natanti ma che generalmente non mettono in difficoltà le imbarcazioni un poco più grandi.
Ecco quindi alcuni consigli:
- Attenzione agli ancoraggi in rada, il vento potrebbe ruotare e rinforzare improvvisamente. Se il cumulonembo è davvero minaccioso poiché è imponente e si è sviluppato in fretta, se la rada è molto affollata e l’ancoraggio non è dei migliori, forse non è una cattiva decisione portarsi in spazi di mare aperto mantenendosi manovrieri e lasciando passare il temporale.
- Se stiamo avvicinandoci ad un approdo e all’improvviso arriva il groppo valutiamo se si tratta di un temporale locale per poter manovrare con più tranquillità una volta che il fenomeno si sarà esaurito.
- Non dimentichiamo che il temporale genera dei lampi. Le masse metalliche (come la catena dell’ancora rappresentano un possibile pericolo in caso di fulmini), la barca al suo interno sarà molto sicura così come una gabbia di Faraday.
- Chiudete bene tutti gli oblò, equipaggiatevi per tempo e rizzate ogni cosa in coperta.
- Se possibile, sempre per il rischio di fulmini, isolate le apparecchiature elettroniche più sofisticate e le antenne.
- Informazione utile: la velocità del suono è di 330 m/s, se tra il lampo e il tuono intercorrono 10 secondi il temporale è a circa 2 miglia di distanza.
TEMPORALI ASSOCIATI AD UNA LINEA DI INSTABILITA’
Quando su una carta sinottica o un bollettino evidenziano la presenza di una linea di instabilità il navigante deve aspettarsi, nella zona indicata, possibili temporali con colpi di vento. Ciò può accadere anche in condizioni anticicloniche a debole gradiente se vi sono, in una zona calda incursioni di aria più fredda. Non trattandosi di un vero e proprio fronte questi fenomeni hanno carattere più locale e temporaneo ma possono verificarsi sul mare più all’improvviso.
I TEMPORALI FRONTALI, IL VENTO E LE ONDE
Veniamo ora ai temporali associati ai sistemi frontali sottolineando che quelli più violenti ed insidiosi sono associati ai fronti freddi. Generalmente i temporali di fronte caldo, di fronte occluso o dovuti ai fronti freddi in quota, non hanno sul mare la stessa forza.
Più il fronte freddo è attivo, ovvero quanto più marcate sono le differenze termiche tra l’aria calda che precede e l’aria fredda che sopraggiunge, e tanto più il fronte temporalesco sarà forte. Pertanto un temporale frontale che sopraggiunge in pieno agosto per esempio, dopo un periodo di grande caldo può comunque rivelarsi molto più insidioso.
Un muro di nubi nere si presenterà all’orizzonte, la temperatura scenderà in fretta, le raffiche saranno violente fin dal principio e, questa è la vera differenza rispetto al temporale locale, il mare sospinto da un forte vento di gradiente che andrà a rinforzare diverrà agitato.
Infatti il temporale locale, per quanto forte, vista la brevità della durata dei venti non riesce a generare onde formate; il temporale frontale quello sì può spalancare le porte ad una burrasca ed è per questo che i naviganti seguiranno con grande attenzione la sua velocità di spostamento attraverso i bollettini e le carte sinottiche o, nel migliore dei casi, attraverso le immagini del satellite Meteosat oggi ricevibili anche via internet.
Siamo rientrati in quel panorama meteo che descrive uno scenario fatto di depressioni, isobare e fronti.
Tenete presente che il temporale, sospinto dai venti dominanti si muoverà generalmente sulla direzione dei venti in quota (spostandosi di alcuni gradi sulla sinistra se il vento ci è di fronte),
I venti saranno accelerati all’arrivo della linea frontale rispetto al vento medio di gradiente e il vento subirà al passaggio di questo un deciso salto verso destra.
Le successive schiarite indicheranno che ci stiamo spostando nella zona post frontale ma non per questo ci aspetteremo che il vento cessi e il mare si calmi come invece accade dopo il temporale locale.
